Filippo di Edimburgo

Gaffeur professionista, pilastro inossidabile per i nipoti e la Regina Elisabetta, capace di stare sempre due passi indietro rispetto alla regal consorte. Quello che pochi in Italia conoscono di Filippo di Edimburgo, mancato venerdì a pochi mesi dal traguardo del secolo, è il suo impegno per i giovani. Un lavoro iniziato nel Dopoguerra ed arrivato fino ad oggi per fornire quello che ha definito “un kit per il fai-da-te nell’arte di vivere”. In poche parole: The Duke of Edinburgh’s Award.

Non un riconoscimento a grandi gesti o iniziative, ma a traguardi raggiunti dai ragazzi tra i 14 e i 24, in un percorso di crescita e di costruzione di competenze e fiducia in se stessi, che dalla sua istituzione nel 1956 ha visto la partecipazione di oltre 6,7 milioni di giovani solo nel Regno Unito.

The Duke of Edinburgh’s Award

Tanti di questi ragazzi – attuali ed ex – alla notizia della morte del Duca di Edimburgo hanno ricordato sui social la propria esperienza durante il DofE, com’è chiamato in Uk, molti raccontando l’incontro con lo stesso Filippo in occasione della consegna della medaglia “Gold” a Buckingham Palace o in una delle sedi istituzionali, come il palazzo di Holyrood, a Edinburgh, sede dei regnanti in Scozia.

Ma come nasce questa iniziativa?

Filippo di Edimburgo
Il principe a una premiazione

Il DofE è stato fondato da Filippo di Edimburgo nel 1956, insieme al suo ex preside alla Gordonstoun School, in Scozia, Kurt Hahn, pedagogista ebreo tedesco sfuggito alle persecuzioni naziste. Obiettivo, in un periodo di forte smarrimento, far scoprire ai giovani uomini nuovi interessi, aiutandoli a sviluppare autostima e ridando loro la sensazione di avere uno scopo.

Il programma si articolava in quattro sezioni, pensate per sostenere, guidare e migliorare le competenze dei ragazzi: soccorso e servizio alla comunità; spedizione; obiettivi e progetti; fitness. L’edizione pilota in collaborazione con le organizzazioni dei giovani volontari fu un tale successo che portò ad estendere immediatamente il programma anche alle ragazze, pur con programmi differenti.

Il DofE, come ovvio, è cambiato nei decenni. Se quasi da subito l’iniziativa è stata portata anche al di fuori del Regno Unito, nel 1969 il programma è stato uniformato ed esteso a 21 anni. Nel 1980, l’età massima è stata alzata a 24 e sono state aggiornate le categorie, che sono diventate “Fisico”, “Competenze”, “Escursione”, “Volontariato”. Una parte residenziale è stata poi aggiunta al Gold Award, attualizzando i contenuti ma mantenendoli fedeli all’obiettivo iniziale di Filippo di Edimburgo.

Come funziona il Duke of Edinburgh’s Award?

Filippo di Edimburgo
Sport…

Partiamo dalla differenza tra Bronze, Silver e Gold. Per ottenere il riconoscimento in bronzo l’età minima è 14 anni, per l’argento 15 e per l’oro 16. Ma cambia anche il periodo minimo nel quale il ragazzo deve impegnarsi. Si parte dai 6 mesi per il primo (3 mesi minimo per ognuna delle sezioni “attività fisica”, “competenze” e “volontariato” una delle quali estesa a 6 e un’uscita di due giorni e una notte). Si passa poi a 12 per il secondo, che si riducono a 6 se si è completato il bronzo, fino ai 18 per l’oro (12 se si possiede il silver) con conseguente prolungamento dell’impegno temporale minimo. Per completare quest’ultimo è poi, appunto, il partecipante deve effettuare cinque giorni di attività di gruppo residenziale.

Il programma, portato avanti da scuole, associazioni e gruppi, prevede il supporto da parte di un adulto nella scelta dei diversi percorsi. Uno sport o un’attività analoga per la parta fisica, la partecipazione a iniziative di volontariato e l’impegno in un campo di proprio interesse che porti a sviluppare competenze per quelle specifiche.

Filippo di Edimburgo
…e scienze

Non necessariamente, comunque, le tre fasi devono essere disgiunte: praticare uno sport e insegnarlo in forma volontaria, infatti, può rispondere a tutti e tre i requisiti; approfondire una materia e dare ripetizioni gratuite anche. Ma le competenze possono spaziare negli ambiti più vari: dall’arte alla criminologia, dalla meccanica al dibattito, dall’allevamento di lumache al blogging.

A questi si aggiungono, appunto, le escursioni, di durata sempre maggiore progredendo nei vari livelli, e il lavoro di gruppo residenziale, parte importante dell’esperienza “Oro”. Tutti traguardi che, oltre a promuovere la crescita personale, come nelle intenzioni di Filippo di Edimburgo, sono tenuti in considerazione per le ammissioni al college e all’università e dai datori di lavoro.

L’estero

Filippo di Edimburgo
Alle Barbados

Filippo di Edimburgo, del resto, ha sempre tenuto a questa iniziativa, premiando personalmente i ragazzi che avevano raggiunto questi traguardi personalmente, nel Regno Unito, ma anche in diverse occasioni, nel resto del mondo, come testimoniano le foto che lo ritraggono con la Regina Elisabetta mentre consegna il riconoscimento a una guida canadese o a un gruppo di scout alle Barbados.

Filippo di Edimburgo
In Canada

Fin dal principio il Duke of Edinburgh’s Award è stato esteso anche all’estero, partendo dai paesi del Commonwealth e espandendosi poi in tutto il mondo. Attualmente sono 144 le nazioni dove i giovani possono intraprendere questo percorso, inclusa l’Italia, dove è offerta da istituti e associazioni internazionali, ma anche da alcune scuole di lingue.

Non solo gaffe come quella col ragazzino «troppo grasso per fare l’astronauta», ma anche un impegno che proprio quest’anno ha raggiunto i 65 anni di vita e che ha visto tanti ragazzi e ragazze lasciare un ringraziamento e un ricordo, per come il suo “kit per il fai-da-te nell’arte di vivere” ha cambiato o influenzato le loro esistenze.

L’award per me è stato una grande conquista e in questi 35 anni, da quando l’ho ricevuto, mi ha riempito di orgoglio. La bellezza del DofE è che te lo devi conquistare e ti cambia. Mia figlia, attraverso questa iniziativa, ha deciso di diventare insegnante.

Alan

Sono arrivato in Uk dalla Siria come rifugiato e ho intrapreso il DofE per migliorare l’inglese e farmi degli amici. Oggi sono l’orgoglioso detentore degli award bronzo e oro (…) Questo percorso mi ha aiutato a sviluppare il lavoro di squadra, la comunicazione e le competenze di leadership, che ho potuto mettere in evidenza nella domanda d’iscrizione per studiare medicina all’Università di Southampton.

Mohammad

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