Amore oltre il tempo e lo spazio

Natale è la festa degli affetti, della famiglia, della vicinanza. Ma in questo folle anno molti dovranno trascorrere i giorni di festa lontano dai propri cari. E allora nel Calendario d’Avvento di oggi la poesia suggeritami da un’altra amica di letture, Maria Concetta, ci racconta di amore oltre il tempo e lo spazio, i due grandi ostacoli di questo periodo.

Un concetto che l’autore non limita alla coppia o all’amore romantico, ma estende a tutti i rapporti. Un amore potente, che gode della sua perfezione, che soffre, sembra morire e rinasce, si addormenta e si risveglia nella memoria e nell’emozione.

Un amore oltre il tempo e lo spazio, non sconfitto dalla lontananza o dallo scorrere delle ore, dei minuti, dei giorni, dei mesi, che ci stanno mettendo alla prova di fronte a confini chiusi e feste a distanza.

E l’amore guardò il tempo e rise



E l’amore guardò il tempo e rise.
Un sorriso lieve come un sospiro,
come l’ironia di un batter di ciglio,
come il sussurro di una verità scontata.
Perché sapeva di non averne bisogno.
Perché sapeva l’infinita potenza del cuore
e la sua poesia e la magia di un universo perfetto,
al di là dei limiti del tempo e dello spazio.
E le ragioni dell’uomo, fragile come un pulcino,
smarrito come un uccello,
cannibale come un animale da preda.
Perché conosceva la tenerezza di una madre,
l’incanto di un bacio, il lampo di un incontro.
Poi finse di morire per un giorno,
nella commedia della vita,
nell’eterno gioco della paura,
nascosto, con il pudore della sofferenza,
con la rabbia della carne,
con il desiderio di una carezza.
Ma era là, beffardo, testardo, vivo.
E rifiorì alla sera,
senza leggi da rispettare,
come un Dio che dispone, sicuro di sé,
bello come la scoperta, profumato come la luna.
Ma poi si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva
e il tempo cercò di prevalere,
nel grigio di un’assenza senza musica, senza colori.
E sbriciolò le ore nell’attesa,
nel tormento per dimenticare il suo viso, la sua verità.
Ma l’amore negato, offeso,
fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
perché la memoria potesse ricordare
e le parole avessero un senso
e i gesti una vita e i fiori un profumo
e la luna una magia.
Perché l’emozione bruciasse il tempo e le delusioni,
perché la danza dei sogni fosse poesia.
Così mentre il tempo moriva, restava l’amore.

Il “giallo”

Forse qualcuno ha notato una mancanza nella poesia. Dite l’autore? Precisamente. E qui s’innesca un piccolo giallo, che viaggia nella rete. Inizialmente, infatti, uno spezzone della poesia era stato attribuito a Pirandello. Ma in nessuna raccolta dello scrittore siciliano ve ne è traccia.

Amore oltre il tempo e lo spazio

E nei vari siti che la riportano, accanto alla correzione dell’errata attribuzione, ve n’è una seconda. Stando a questa versione, sarebbe infatti tratta dal libro “Sulle ali della tenerezza” di Antonino Massimo Rugolo. Mistero risolto? No, perché più di un lettore afferma che non vi sia contenuta. Il giallo, insomma, continua.

La magia dell’arpa

Ha invece decisamente un autore il brano che ho deciso di abbinare a questa poesia: Ali d’autunno, scritta ed eseguita da Adriano Sangineto, amico e splendido artista, con l’arpa celtica costruita dal padre Michele.

Dopo il fascino dell’arpa celtica vi do appuntamento a domani con una nuova casellina.

E se vi siete persi le precedenti, andate a cercarle nel calendario completo!

Amore oltre il tempo e lo spazio