Quattordici sculture di sabbia che raccontano la Natività – al centro del percorso – ma anche e soprattutto la storia del territorio di Lignano. E visto che non proprio tutte le feste vengono portate via il 6 gennaio, la località friulana va ai “tempi supplementari” e tiene aperta la sua esposizione di presepi fino al 4 febbraio. Se avete occasione di visitarla, ve la consiglio! Intanto, dopo la montagna, vi porto in riva al mare.

La “Lucy” di Piancada

È “Seguendo i fiumi verso il mare, il paesaggio, la storia e il sacro del Basso Friuli” il tema della ventesima edizione del Presepe di Sabbia, scelto dall’associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur, organizzatrice dell’evento, con l’obiettivo di trasformare il territorio in scene del presepe. Protagonista la sabbia (d’oro), materiale delle sculture, elemento essenziale dei 120 anni di storia balneare di Lignano Sabbiadoro e dono della natura, formatosi nel tempo grazie al concorso di roccia, terra, vento, fiumi, laguna e mare. Un patrimonio da preservare e tramandare.

Lignano

Ad accogliere i visitatori è la “Bambina di Piancada“, una bimba di quattro anni nata e vissuta 6.500 anni fa, nell’attuale territorio di Palazzolo dello Stella. La “Lucy” di Lignano e la più antica abitante del Friuli di cui si siano rinvenuti i resti. I gusci di molluschi presenti nella sua sepoltura ricordano l’antico legame del territorio con l’acqua, come il “Marinaretto”, edificio a forma di Nave del 1936 realizzato sul verso della scultura e il mulino di Sterpo, l’unico ancora attivo in Friuli. Quest’ultimo rappresenta la costellazione di mulini nata lungo lo Stella e i vari corsi d’acqua originati dalle Risorgive.

Lignano e le sue storie

Un territorio, quello di Lignano, intriso di storie, come quella legata a Villa Ottelio Savorgnan, che rimanda nientemeno che a Romeo e Giulietta. Come? Tramite un certo Luigi Da Porto, Savorgnan da parte di madre, che sarebbe stato invaghito della cugina Lucina, di un ramo rivale…

La chiesa di S. Antonio Abate, oggi sconsacrata, racconta invece delle processioni che nel Seicento venivano organizzate per propiziare la pioggia.

Protagonisti, probabilmente, i “Benandanti”, persone nate “con la camicia”, cioè avvolte dal sacco amniotico, che si riteneva avessero particolari capacità “sciamaniche” e saperi terapeutici.

Le loro estasi, in periodi dell’anno cruciali per la stagione agricola, erano visti come momenti in cui andavano a lottare contro le forze del male. In base a chi fosse uscito vincitore, l’annata sarebbe stata positiva o si sarebbero verificate epidemie e carestie.

Armi decisamente diverse di quelle dei Cavalieri Teutonici, che da Lignano s’imbarcavano per la Terra Santa e nel Quattrocento restaurarono la chiesetta del Titiano, dedicata a Nostra Signora della Neve.

Anche questo luogo è legato a una storia particolare: a causa delle inondazioni, infatti, si pensò di abbandonare la chiesetta, ma la Madonna pare non concordasse, tanto che la sua statua “evase” ogni volta dalla nuova collocazione a San Martino della Zuecca, per essere ritrovata nel canneto vicino alla chiesetta abbandonata. Alla fine il trasloco dovette essere abbandonato.

Lignano e il suo ecosistema

Il presepe racconta anche il territorio di Lignano e il suo fragile ecosistema, fatto di sabbia, acqua e animali marini e non. Quelli che c’erano prima delle città e quelli attuali, minacciati da uno sviluppo non rispettoso delle sue peculiarità. Al centro del percorso, la Natività, calata nel paesaggio della Laguna.

Lignano

Lignano Sabbiadoro

Ma Lignano racconta anche la propria storia di… sabbia d’oro. A partire dalla spiaggia dove nel 1903 fu piantato il primo palo di uno stabilimento e il perimetro fu segnato con rami di ginepro da mani femminili in segno di buon augurio. Ma le donne con paravento scolpite nella rena ricordano anche le villeggianti che sarebbero poi arrivate.

Proseguendo poi con i suoi luoghi simbolo: il primo stabilimento Liberty, distrutto dopo Caporetto e sostituita nel 1924 dalla seconda Terrazza a Mare e quella del 1972, attuale simbolo di Lignano, che lascerà presto il posto a una nuova terrazza, che diventerà l’icona della Lignano del futuro.

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Il Sacro

L’ultima sezione è dedicata al sacro. In primis alle chiese sorte nei secoli. Santa Maria, nata sulla golena del Tagliamento, di cui un video mostra gli splendidi affreschi e San Zaccaria, nel cuore del nucleo storico di Lignano, dove sorge anche “Casa Gnata”, edificio abitato nei secoli da braccianti e mezzadri e oggi recuperato.

Lignano

Per chiudere poi con la figura di San Cristoforo, il santo che porta il Cristo, patrono di coloro che dovevano guadare i fiumi o di chi doveva passare da sponda a sponda, visto come benaugurante per i lignanesi e per chi visita il loro territorio.

Lungo tutto il percorso le opere create da Gianni Schiumarini, Ornella Scrivante, Irina Sokolova e Mario Vittadello, affascinano, fanno riflettere e spingono ad addentrarsi nelle storie di Lignano, ben narrate dalla guida distribuita all’ingresso (l’entrata è a offerta libera).

E se avete ancora voglia di presepi…

Sempre fino al 4 febbraio sarà visibile anche il Presepe di Mosaico esposto nella piazza del Duomo di Spilimbergo – a un’oretta di auto da Lignano – dove ogni giorno alle 15 è lo stesso artista è l’artista Alessandro Serena ad illustrare ai visitatori la sua creazione, che quest’anno conta 15 nuove figure.

Avete mai visto uno di questi presepi? O ce n’è uno che amate particolarmente? Mandatemi i vostri commenti e suggerimenti o scriveteli sulla mia pagina Facebook! E se visitate i due presepi non dimenticatevi di taggare TheMebWay!

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