Angelicate o maliarde, eroine tragiche fedeli fino alla morte o ciniche ingannatrici, coraggiose guerriere o tessitrici di losche trame. L’8 marzo è l’occasione per parlare di parità, violenza e diritti, ma anche per rendere omaggio alle donne. Che, nei secoli, sono state celebrate da poeti, scrittori e compositori in tutte le loro sfumature. E proprio a loro ho deciso di affidarmi, per raccontarne la grazia, la forza, la bellezza, il carattere, l’intelligenza, il coraggio, la passione e il talento. Ancora una volta tramite la poesia.

Bellezza guerriera

Elena e Paride di J. L. David

Parlando di bellezza nel mondo classico non si può non pensare alla dea Afrodite/Venere, soggetto di poeti, scultori e pittori di ogni epoca, ma anche a un personaggio a lei legato: Elena di Troia. Figlia di Zeus e Leda, irresistibile e seducente, promessa dalla dea a Paride e “casus belli” della guerra di Troia. Cantata da Omero e da numerosi poeti, ma anche dalla poetessa greca per eccellenza, Saffo, che le ha dedicato “Elena amor mio”

 “Dicono che sopra la terra nera
la cosa più bella sia una fila di cavalieri,
o di ospiti, o di navi.
Io dico: quello che s’ama.

Chiunque può capirlo facilmente:
colei che superava di molto
tutti i mortali per bellezza, Elena,
abbandonò lo sposo
il più eccellente degli uomini

e fuggì a Troia per mare….

Oh, preferirei rivedere
il suo amabile passo,
il candore splendente del viso,
piuttosto che i carri dei Lidi
e battaglie di uomini in armi”.

omaggio alla donna
Tancredi e Clorinda, Lagrenée

Ma la tra le eroine classiche molte sono quelle con un destino drammatico, tra cui una delle più famose è senz’altro Elettra, vittima della sua stessa sete di vendetta, la cui vicenda nei ha ispirato Sofocle, Eschilo ed Euripide, ma anche Alfieri, Marguerite Youcenar, Hugo von Hofmannsthal, Richard Strauss, Eugene O’Neill e Simone Weil.

E nella letteratura, come oggi, non mancano le guerriere, come Pentesilea, guerriera regina delle amazzoni, cantata da Omero fino a Heinrich von Kleist; Camilla, dall’Eneide e, più avanti, Bradamante e Marfisa nell’Orlando Furioso e Clorinda nella Gerusalemme Liberata.

Angelicata…o no?

Come si passa, all’interno di un omaggio alle donne, dalle guerriere alle donne angelicate? Facendo un salto dal poema epico al Dolce Stil Novo, in cui Dante, Cavalcanti, Petrarca e i loro “colleghi” cantano una donna eterea, quasi santificata che «tanto gentil e tanto onesta pare….quando altrui saluta», come scrive il Sommo Poeta, parlando della sua Beatrice. Un ideale ben riassunto nel sonetto di Guido Guinizzelli “Io voglio del ver la mia donna laudare”.

Io voglio del ver la mia donna laudare
Ed assembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.

Verde river’ a lei rasembro a l’are,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ‘l de nostra fé se non la crede:

e no ‘lle po’ apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’om po’ mal pensar fin che la vede.

omaggio alla donna
Dante incontra Beatrice, Henry Holiday

Per nulla angelicata, invece, la donna della commedia dell’arte e dell’opera buffa. Non può affrontare gli uomini con la forza? È considerata solo un bell’oggetto da prendere o dare in sposa, possibilmente a un partito ricco? E allora aguzza l’ingegno e, alla fine, ottiene quello che vuole. Perché, come spiega Rosina ne Il Barbiere di Siviglia, potrà anche essere obbediente, dolce e amorosa, ma… «se mi toccano dov’è il mio debole sarò una vipera sarò, e cento trappole prima di cedere, farò giocar, farò giocar». Tanto da far dire a un maestro di sotterfugi come il barbiere Figaro: «Donne, donne eterni dei, il maestro faccio a lei, ma in cattedra costei in malizia può insegnar». E allora, in omaggio alle donne e alla loro scaltrezza, perché non ascoltare la cavatina dall’opera di Rossini dalla splendida voce di Cecilia Bartoli?

Dramma e poesia

omaggio alla donna
W. Shakespeare

La lista delle donne della letteratura sarebbe lunga e si potrebbe passare attraverso una lunga lista di ruoli tragici, da quelli riservati alle eroine di Shakespeare – Ofelia, Desdemona e Giulietta tra le altre – a quelle romantiche, tra romanzo e melodramma. Uccise dalla tisi (Mimì nella Bohème), impossibilitate a redimersi (Traviata), donne ideali che lo scrittore non può avere (Teresa ne Le Ultime lettere di Jacopo Ortis).

E, parlando del Bardo, per anni gli sono stati attribuiti i versi in realtà tratti dal Chisciotte di William Jean Bertozzo. Uno splendido omaggio alla donna con parole, probabilmente, troppo moderne per Shakespeare, qui recitate dal loro autore.

In piedi signori davanti a una donna

In piedi signori, davanti a una donna,
per tutte le violenze consumate su di lei,
per le umiliazioni che ha subito,
per quel suo corpo che avete sfruttato
per l’intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete tenuta
per quella bocca che le avete tappato
per la sua libertà che le avete negato
per le ali che le avete tarpato
per tutto questo
in piedi, Signori, in piedi davanti ad una Donna.
E se ancora non vi bastasse,
alzatevi in piedi ogni volta che lei vi guarda l’anima
perché lei la sa vedere
perché lei sa farla cantare.



In piedi, sempre in piedi,
quando lei entra nella stanza e tutto risuona d’amore
quando lei vi accarezza una lacrima,
come se foste suo figlio!
Quando se ne sta zitta nasconde nel suo dolore
la sua voglia terribile di volare
non cercate di consolarla
quando tutto crolla attorno a lei.
No, basta soltanto che vi sediate accanto a lei,
e aspettiate che il suo cuore plachi il battito
che il mondo torni tranquillo a girare,
e allora vedrete che sarà lei la prima
ad allungarvi una mano e ad alzarvi da terra,
innalzandovi verso il cielo,
verso quel cielo immenso
a cui appartiene la sua anima
e dal quale voi non la strapperete mai!

Hemingway

La donna in poesia

Ma sono tantissime le poesie scritte nei secoli in onore della donna. D’amore, tragiche, scherzose, adoranti… Frutto del talento di uomini e donne indifferentemente.

Ne ho scelte quattro, tra Ottocento e Novecento, scritte autori molto diversi tra loro: Ernest Hemingway, Rabindranath Tagore, Alda Merini e Oriana Fallaci.

Tu non sei i tuoi anni
Ernst Hemingway

Tu non sei i tuoi anni
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette delle tue guance.

Sei tutti i libri che hai letto
e tutte le parole che dici,
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte
quando sapevi di esser tutta sola.

Sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.

Sei fatta da così tanta bellezza,
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser tutto
quello che non sei.

Come una regina
Rabindranath Tagore

Senza parlare
sei arrivata
come una
vera regina,
di nascosto
hai posato i piedi
dentro l’anima.

Inno alla donna
Alda Merini

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le creature
del regno
si sono aperte
e tu sei diventata la regina
delle nostre ombre
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero
per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna
tutto un perdono
e così come vi abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia.


L’avventura di essere donna
Oriana Fallaci

Essere donna
è così affascinante.
È un’avventura
che richiede
un tale coraggio,
una sfida,
che non finisce
mai.

Un’avventura, sì. Una sfida quotidiana. E anche per questo giusto rendere omaggio alla donna. E ricordare sempre la raccomandazione di una piccola donna con una forza enorme. Una grande santa, che ha compiuto scelte difficili e importanti, cambiando la vita di tantissime persone: madre Teresa di Calcutta.

Tieni sempre presente


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai.

E voi, avete un brano, un ricordo, una poesia o un testo preferiti legati alle donne? Scrivetemelo, o ditemelo nella mia pagina Facebook!

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