Molti bambini, in Nord Italia e non solo, stanotte andranno a letto frementi, aspettando Santa Lucia e i doni che troveranno domani mattina. Ma chi era la santa? E perché la sua è “la notte più lunga che ci sia”? Scopriamolo nel Calendario d’Avvento.

Santa Lucia

aspettando santa Lucia

La santa nacque a Siracusa nel III secolo, e sarebbe diventata cristiana già da bambina. Nel 301 propose alla madre malata di recarsi a Catania, sulla tomba di S. Agata, per pregare per la sua guarigione. Mentre pregava, la santa le apparve, guarendo la donna e le chiese di dedicare la sua vita ai poveri.

Lucia ruppe quindi il suo fidanzamento con un pagano e si dedicò ai deboli e ai diseredati e ai cristiani perseguitati che vivevano nelle catacombe, facendosi povera e portando loro da mangiare. Per avere le mani libere si faceva luce con le candele collocate sopra una corona, diventate uno dei suoi simboli.

aspettando Santa Lucia

Questo “portare luce” – il suo stesso nome deriva dal latino lux, luce – ha forse fatto sì che in seguito sia stata associata alla vista, di cui è protettrice, tanto che a un certo punto cominciò ad essere raffigurata con un piattino con in mano i propri occhi.

Il fidanzato rifiutato, però, non la prese bene, forse anche perché la santa, nata da una famiglia ricca, stava donando il suo patrimonio. La denunciò, quindi, come cristiana, in un periodo in cui le persecuzioni erano particolarmente cruente. Sottoposta a prove e torture, Lucia fu infine martirizzata.

In Scandinavia

Il culto di Santa Lucia è particolarmente forte in Svezia e un po’ in tutto il Nord Europa. La figura di una santa portatrice di luce nelle tenebre, narrata dai missionari cristiani, piacque infatti molto alle popolazioni scandinave, che vivevano al buio per buona parte dell’anno.

In Svezia il 13 dicembre viene eletta la Lucia, una ragazza vestita di bianco (colore della purezza) con una fascia rossa (a simboleggiare il martirio) e adornata con una corona di candele, che sfila alla testa di una processione di ragazze vestite anch’esse di bianco, con in mano una candela.

Mentre camminano intonano una canzone alla santa, che altro non è che la napoletana “Santa Lucia” adattata con un testo in lingua locale, che si focalizza – appunto – sulla sua figura di portatrice di luce nelle tenebre.

Alla processione – il Lussetåg, treno di Santa Lucia – possono però partecipare anche gli uomini e i bambini spesso sono vestiti da Lussekatter (gatti di S. Lucia), dolce allo zafferano tipico della giornata.

Il rapporto con l’Italia non si limita però alla trasposizione della canzone napoletana: eventi in stile svedese si svolgono infatti anche nel nostro Paese, ad esempio a Roma e Milano, dalla cui celebrazione è tratto il video. E ogni anno la Lucia eletta in Svezia partecipa alle celebrazioni di Siracusa.

In Italia

Nel nostro paese si distinguono invece due diverse tradizioni. Al sud la santa è celebrata in particolare nella sua città, Siracusa, con funzioni religiose e una solenne e imponente processione. La festa inizia già il 12, con la traslazione del simulacro argenteo e i vespri solenni, dopo i quali viene distribuita la tradizionale cuccìa, dolce di grano bollito e ricotta.

S. Lucia a Verona

Origine di questo piatto, consumato in particolare a Siracusa e Palermo, ricorda due eventi analoghi, avvenuti rispettivamente nel 1763 e nel 1646: in occasione di una terribile carestia le popolazioni avrebbero pregato la Santa, che avrebbe fatto attraccare in porto delle navi cariche di grano. Siccome la gente era stremata e macinarlo avrebbe richiesto troppo tempo, fu cotto direttamente in grani.

Al Nord, invece, Santa Lucia è celebrata in alcune province della Lombardia (Brescia e Bergamo), Emilia Romagna (Piacenza, Reggio Emilia), Friuli (Udine), Trentino Alto Adige e Veneto, in particolare a Verona. Qui la sua figura si sovrappone a quella di Babbo Natale, portando doni, tradizione diffusasi da Venezia, dove sono conservate le reliquie della santa. I bambini, quindi, le scrivono letterine e la sera del 12 lasciano biscotti e vino per la santa e un po’ di paglia per il suo asinello e vanno a letto aspettando Santa Lucia e i suoi doni. Guai, però, a cercare di aspettarla alzati. Tradizione vuole, infatti, che getti cenere negli occhi dei curiosi.

La notte più lunga

Resta però da sciogliere un mistero: perché Santa Lucia sarebbe “la notte più lunga che ci sia”, se il solstizio d’inverno cade il 21? La risposta a questo è storica: nel calendario giuliano, infatti, il solstizio cadeva il 13 dicembre e fu spostato nel passaggio a quello gregoriano. Questa data mantiene però una significativa particolarità astronomica: è infatti il giorno dell’anno in cui il sole tramonta prima.

Ricette

Perché, allora, aspettando Santa Lucia non cimentarsi in un dolce tipico, che sia nordico o del Sud Italia?

Cuccìa

Ingredienti

500 g di grano tenero
800 g di ricotta di pecora
300 g di zucchero
300 g di zucchero
100 g di gocce di cioccolato
100 g di capelli d’angelo (zucca candita a strisce sottili)
Cannella in polvere q.b.
Un cucchiaino di sale
Una punta di bicarbonato
Acqua q.b

Mettete la ricotta di pecora a sgocciolare in un colino e riponetela in frigorifero finché non avrà perso il siero, quindi setacciatela, mescolatela bene in una terrina insieme allo zucchero e aggiungete le gocce di cioccolato e i capelli d’angelo.

Tenete il grano in ammollo per tre giorni, cambiando l’acqua ogni 24 ore.
Sciacquatelo e lessatelo in acqua abbondante per almeno 3 ore con una presa di sale e una punta di bicarbonato di sodio (in pentola a pressione bastano 50 minuti circa).
Quando sarà gonfio e molto morbido, lasciatelo intiepidire nell’acqua di cottura, scolatelo e condirtelo con la crema di ricotta e la cannella in polvere.

Lussekatter

Ingredienti

250 g di farina 0
100 g di latte
12 g di Lievito di birra fresco
1 Uovo
75 g di burro
30 g di zucchero
1 bustina di zafferano
Uvetta

Mettete in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito sbriciolato, lo zafferano e il latte tiepido (attenzione, non deve essere né freddo, né bollente).

Sbattete l’uovo con la forchetta, mettetene da parte un paio di cucchiai che vi serviranno per spennellare il pane e poi aggiungetelo nella ciotola.

Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto denso, formate una palla, coprite la ciotola con la pellicola e lasciate lievitare per almeno un paio d’ore, finché il volume non sarà raddoppiato.

Su un tagliere infarinato dividete l’impasto in 6 parti, formate delle salsicce lunghe circa 30 cm e arrotolare le due estremità, formando delle spirali in direzioni opposte. Mettete al centro delle spirali dell’uvetta, coprite i Lussekatter con un panno umido e lasciate lievitare un’altra ora.

Aggiungete all’uovo messo da parte un cucchiaio di latte, spennellate le brioche e cuocetele in forno preriscaldato a 200°C  per circa 15 minuti

Se vi è piaciuto leggere un po’ di storia aspettando Santa Lucia, tornate domani per una bella sorpresa… bilingue!

E se vi siete persi le precedenti, andate al calendario completo!

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