Cade oggi il solstizio d’inverno, il giorno più corto, che segna la “rinascita” del sole e il momento in cui le giornate ricominciano ad allungarsi. Come i rituali precedenti siano stati ripresi nella simbologia cristiana del Natale ce lo racconta nella casellina del Calendario d’Avvento di oggi Lisa.

Compagna di ballo, viaggi e amante della Scozia come me, Lisa è stata assistita, anche in questo lavoro, dal suo inseparabile piccolo aiutante: Stout.

E allora, facciamoci raccontare da loro il Solstizio d’inverno.

Oggi 21 Dicembre, giorno del solstizio d’inverno, quando le ore di buio superano le ore di luce si celebra Yule. Oggi l’oscurità trionfa, ma già prepara il cammino per trasformarsi in luce.

Lisa e Stout


Nell’antichità in questo momento dell’anno si celebrava il riposo degli spiriti della terra e dei boschi, per prepararsi al lavoro primaverile, quando tutta la natura si risveglia dal suo sonno profondo.
La parola “Yule” si crede derivi dalla parola scandinava o anglosassone “Iul”, o addirittura dal norvegese “jul” che significa “ruota”, quindi una data che segna il punto definitivo nella Ruota dell’Anno.

Alcune tradizioni che pratichiamo in modo così naturale durante il periodo natalizio trovano la loro origine proprio in usanze tipiche dei popoli pagani del passato.

L’albero di Natale

Era consuetudine all’interno di ogni nucleo famigliare di cercare durante questo periodo dell’anno un albero da portare in casa in modo da poter offrire agli spiriti dei boschi un posto dove restare caldi nei mesi invernali. I suoi rami venivano poi decorati con campanelle, candele e nastri, per attrarre gli spiriti e per sentirne la presenza durante gli spostamenti di ramo in ramo, inoltre i rami venivano arricchiti con pane, frutta e noci per nutrire gli spiriti stessi.

La punta dell’albero veniva decorata con il pentacolo, ovvero una stella a 5 punte, simbolo dei 5 elementi: l’acqua come simbolo di emozioni ed intuizioni, l’aria per le arti e l’intelligenza, la terra come simbolo di materia e stabilità, il fuoco come simbolo di valore e coraggio e l’ultima punta a simboleggiare il divino, il celeste, il tutto che ci unisce, sorregge, circonda, come esemplificato dal cerchio che unisce tutte le punte.

Il ceppo e il fuoco

Yule celebra il sole, la luce, la tradizione cristiana il 25 Dicembre celebra l’arrivo della luce del mondo, del figlio di Dio. Era dunque tradizione agli inizi del mese di dicembre di prendere un ceppo di quercia, decorarlo con aghi di pino e pigne e quindi bruciarlo nel caminetto la notte del 21 dicembre – il solstizio d’inverno appunto – per simboleggiare il sole che ritorna.

Questa tradizione nel tempo si è modificata fino a prendere la forma del ceppo con le candele dell’avvento. L’accensione di una candela settimana dopo settimana scandisce il tempo prima dell’arrivo della luce. Accendendo una candela dopo l’altra è possibile lasciar andare e bruciare le nostre paure, i nostri dubbi, le idee logore e i progetti finiti – qualsiasi cosa della nostra vita che ci tiene lontani dai nuovi inizi che ci porterebbero ad una crescita.

È il momento di lasciar andare il passato e di camminare quindi verso la luce. Anche se cade nel momento più scuro dell’anno, Yule è un momento sacro e di pace. La concentrazione del singolo dovrebbe essere verso la famiglia, gli antenati, la pace e la serenità.

Il solstizio d’inverno a tavola

Con Yule si celebra una festa, e quindi per ogni festa che si rispetti ci sono delle tradizioni culinarie da rispettare, si sorseggia Wassail mentre si sgranocchiano i biscotti speziati…

Il Wassail

Il wassail è un’antica bevanda del folklore natalizio inglese, bevuta nei rituali che propiziavano un buon raccolto dagli alberi da frutto per l’anno seguente. Il nome deriva dall’antico inglese was hál, “buona salute”

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Ingredienti

2 l di sidro di mele
100 ml di succo d’arancia
1 cucchiaino di pepe in grani
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano
1 cucchiaino di zenzero
1/2 cucchiaino di noce moscata
6 stecche di cannella
50 g di zucchero di canna (opzionale)
200 ml di rum (opzionale)

Procedimento

Versa il sidro di mele in una pentola alta e capiente. Aggiungi il succo d’arancia e scalda il composto mescolando con una frusta da cucina.

Prepara il tuo sacchettino speziato avvolgendo in un tessuto pulito e naturale (sarebbe ideale quello che si usa nella preparazione dei formaggi) il pepe i chiodi di garofano, lo zenzero e la noce moscata. Lega con cura il tessuto utilizzando dello spago da cucina. In alternativa puoi versare le spezie in un filtro per il tè.



Immergi il tuo sacchettino speziato nella pentola e aggiungi anche le stecche di cannella. Lascia sobbollire la miscela per circa un’ora.
Rimuovi il sacchettino e la cannella. Se lo desideri, aggiungi al composto lo zucchero di canna e mescola con cura per farlo sciogliere.

Se ti piace, aggiungi il rum e lascia riposare 10 minuti.

Servi il tuo wassail ben caldo in tazze di vetro. 

solstizio d'inverno

Pan di zenzero

Il pan di zenzero ha radici antiche e soprattutto nei paesi anglosassoni è legato a doppio filo al Natale, quando i biscotti vengono usati anche per decorare l’albero.

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Ingredienti

Per i biscotti

300 g di farina 00
80 g di zucchero a velo
130 g di burro
1 tuorlo di uovo medio
60 g miele
20 g di melassa (o solo miele)
1 pizzico di sale
2 g di bicarbonato (2 cucchiaini da caffè rasi circa)
2 g di cannella in polvere (2 cucchiaini da caffè rasi circa)
0,5 g di noce moscata in polvere (1/2 cucchiaino da caffè raso circa)
2 g di zenzero in polvere (2 cucchiaini da caffè rasi circa)
1,5 g di chiodi di garofano (1 cucchiaio da caffè raso circa)


Per la glassa

30 g di albume (di 1 uovo medio)
150 g di zucchero a velo
3-4 gocce di succo di limone

Procedimento

Per ottenere velocemente l’impasto dei tuoi biscotti metti all’interno di un frullatutto  (munito di lame) la farina e il burro freddo da frigorifero. Frulla per pochi secondi fino a che il burro sarà ridotto in briciole finissime, quindi spegni.

solstizio d'inverno

Aggiungi tutti gli alti ingredienti: miele, zucchero a velo, melassa, spezie e tuorlo.  Frulla di nuovo fino a che vedrai apparire grosse briciole e poi compattarsi sempre di più gli ingredienti.

Trasferisci il composto su una spianatoia e impasta per ottenere un impasto liscio e omogeneo, che appiattirai e avvolgerai in pellicola trasparente. Mettilo a riposare e rassodare in frigorifero per un’ora.

Stendi l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di non meno di ½ cm. Ritaglia le sagome con le formine per biscotti (non può mancare l’omino di pan di zenzero!), e poi adagiale su una leccarda foderata con carta da forno.
Inforna per 13/14 minuti in modalità statica a 180°.


Una volta pronti, sfornali, togliendoli dalla leccarda il prima possibile e lasciandoli raffreddare completamente.

Sbatti l’albume a temperatura ambiente in una ciotola e non appena monterà aggiungi poco alla volta lo zucchero a velo preventivamente setacciato e il succo di limone.

Metti la ghiaccia reale dentro ad una sac à poche usa e getta e taglia la punta per ottenere un diametro di 1 mm. In alternativa puoi inserire nella sac à poche una bocchetta del diametro di 1 mm.

Una volta freddi, inizia a decorare i tuoi biscotti pan di zenzero: consiglio di partire dal contorno, per definirli e concentrarsi poi sui dettagli. La glassa puoi anche colorarla con coloranti alimentari per rendere la tua decorazione più varia.

Se adesso vi gustate di più il solstizio d’inverno, tornate domani per un’altra casellina

E se vi siete persi le altre, andate al calendario completo!

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