Nuova settimana, nuovi amici, nuovi libri da scoprire nelle caselline del mio calendario dell’Avvento. Che generi vi aspettano? Quali titoli vi proporrò? Quale sarà la “Meb’s Choice” di venerdì? Scopritelo giorno per giorno in attesa di conoscere altri due autori nel fine settimana!

E se ve li siete persi, potete sempre andare a vedere quali libri vi ho proposto durante la prima settimana o ad ascoltare le presentazioni delle prime due autrici: Celenia Ciampa, che ci ha proposto “Il figlio dell’orco e della strega” e Francesca Romana D’Amato, con il suo “Le migrazioni dei draghi”.

Buon lunedì! Cambiamo ancora genere e iniziamo la seconda settimana passando a un thriller, anzi, a una serie di romanzi thriller ambientati in Australia e scelti dalla vulcanica Gabriella. E allora, la parola a lei!

seconda settimana

Tra i tanti libri letti quest’anno, una buona fetta sono stati gialli e thriller. Mi ha colpita Crimson Lake di Candice Fox, appassionante serie ambientata nel paesaggio brutale dell’entroterra australiano, tra acque infestate da coccodrilli e alberi con attorcigliati pitoni. Per il calendario d’Avvento vi propongo il primo romanzo, Il buio non fa rumore.

I protagonisti sono due detective “improbabili”: Ted Conkaffey, un ex agente della narcotici, che è stato accusato del sequestro di una minore, stupro e tentato omicidio, e adesso si nasconde nella cittadina, pur sapendo che presto verrà scoperto dai giornalisti. Il suo caso è stato sospeso per insufficienza di prove, ma Ted teme che ben presto qualcuno ne troverà – o fabbricherà – una e lui verrà messo sotto processo.

Su consiglio del suo avvocato, va a cercare Amanda Pharrell, una detective privata già assurta agli “onori” della cronaca per aver ucciso l’amica Lauren Freeman, omicidio per cui ha scontato dieci anni di prigione. Ma sia Ted che Amanda sono delle persone essenzialmente oneste, buone, vittime anche loro delle circostanze.

Accanto al caso di cui Conkaffey e Pharrell si devono occupare, ci sono i due che li hanno visti coinvolti, quelli che hanno rovinato loro la vita, che si dipaneranno anche nei successivi romanzi, Il perdono non serve a niente e Gone by Midnight, non ancora tradotto.

L’incipit

Quando trovai Donna era un periodo di pensieri bui. Da un mese la mia unica compagnia era la pistola, e le pistole dopo un po’ cominciano a parlarti, se resti solo con loro abbastanza a lungo. Mi osservava con il suo occhio nero mentre mi muovevo nella casa vuota, notava come evitavo di disfare gli scatoloni, un giorno dopo l’altro. Se ne stava stesa su un fianco e mi guardava bere. Una sera, a metà di una bottiglia di Wild Turkey, le chiesi qual era secondo lei la soluzione, visto che era così intelligente. Una pistola ha una sola risposta.

La scheda: Il buio non fa rumore (Crimson Lake), Candice Fox, 2019 (2017), Editore Piemme, 384 pagine

Non abbiamo ancora mai parlato di poesia…. e allora, ecco il primo suggerimento! Questo consiglio, non del tutto a caso, viene da Giorgia, avida lettrice, amante del Giappone (l’anno scorso ci aveva dedicato un haiku) e da un po’ di tempo irrimediabilmente innamorata delle danze scozzesi come me! Il poeta che ha scelto, però, è italianissimo. E allora… leggiamo cosa ci racconta!

Prima di leggere “Resteranno i canti” non conoscevo questo poeta italiano. La scelta di acquistarlo è stata dettata dall’istinto: leggendo la biografia di Franco Arminio, infatti, ho scoperto che si definisce “paesologo” perché difende i piccoli paesi. Dato che anche io adoro i piccoli borghi e i micro-paeselli, ho pensato che avrebbe potuto piacermi: e così è stato!

La sua poesia è diversa da quella che mi piace di solito, che è sognante, leggera e soprattutto positiva. Alcuni suoi scritti, invece, mi hanno colpito per la loro forza, a tratti così intensa che potrebbe fare male come uno schiaffo in faccia. Diciamo che questo poeta mi ha di sicuro fatto uscire dalla mia comfort zone di lettura di poesia!

Lo consiglio a chi ama la poesia e a chi cerca qualcosa di originale da leggere.

Dal libro

Mai vista un primavera così bella.
La luce sembra impazzita,
è un diamante la testa del serpente,
il silenzio concima le ginestre,
sono quieti i paesi da lontano.
Non insistere a dolerti.
Ogni albero è tranquillo e felice di vederti.

La scheda: Resteranno i canti, Franco Arminio, Bompiani, 2021, 157 pagine

Buona Immacolata! Per questa giornata ho scelto un libro particolare, consigliato dalla mia amica Elena, un’altra superlettrice conosciuta su Anobii. La coppia protagonista è piuttosto famosa e… a tema con la giornata. Sto parlando nientemeno che di Maria e Giuseppe. Ma non aspettatevi la storia che conoscete… un assaggio di questa versione alternativa ce lo racconta proprio Elena.

Per amore, solo per amore è un romanzo dello scrittore italiano Pasquale Festa Campanile pubblicato nel 1983 e vincitore del premio “Campiello” l’anno seguente, dal quale è stato tratto l’omonimo film di Giovanni Veronesi. Non a caso la scelta è caduta su questo testo, letto tantissimi anni fa, ma che ha lasciato un segno indelebile per dolcezza ed inventiva.

seconda settimana

I protagonisti di questo romanzo sono Giuseppe e Maria, proprio quelli della capanna! Gli ingredienti classici ci sono tutti: Erode, Betlemme in Giudea, Gesù…ma la vicenda è immaginata un po’ diversa da quanto ci è stata tramandata. Giuseppe è un giovane di grande bellezza che corteggia diverse ragazze contemporaneamente, oltre ad essere l’amante della vedova Tamar (un vero furbetto!!); è apprendista falegname e accarezza l’intenzione di aprire una propria bottega a Nazareth.

Proprio lì trova anche Maria, una bambina che aveva visto per caso a Betlemme e che l’aveva colpito per la sua personalità. Essa è orfana e vive con lo zio Cleofa, uno dei cittadini di Nazareth più in vista per il suo ruolo di giudice. Giuseppe rifugge dall’idea di matrimonio e da relazioni stabili, preferendo trastullarsi con le donne della città di Tolemaide e con la vedova greca Dorotea, ma col passare del tempo si accorge dell’avvenenza di Maria, fattasi ormai donna, e non disdegnerebbe l’idea di farne la sua sposa, essendosi reso conto di non esserle indifferente.

Dal libro

Maria aveva conservato una sua grazia infantile. Usciva di casa raramente, sempre con la zia o con la vecchia nutrice, vestita di scuro, con la testa bassa, ma ogni tanto gli occhi le scappavano, indocili, a guardare cose e persone e il suo passo composto si spezzava in salti e in piccole corse. […] Su Giuseppe tuttavia la sua vista produceva un effetto devastante. Lo potei constatare un giorno che la incontrò casualmente sulla strada del mercato e io ero con lui. Lei salutò francamente: “Il Signore sia con te, Giuseppe” e gli sorrise; a me rivolse un cenno ed anche a me sorrise. Io ero assorto a guardare il mio padrone: non era arrossito né impallidito; stava fermo, in una concentrazione quasi dolorosa, e non osava alzare gli occhi su di lei. Rispose al saluto meccanicamente e la guardò solo quando lei e la nutrice furono lontane, due macchie nere sul bianco dei muri…

La scheda: Per amore, solo per amore. Pasquale Festa Campanile, 2001 (1983), Bompiani, 208 pagine

Questa settimana vi ho fatti viaggiare dall’Australia alla Terra Santa e allora partiamo ancora – almeno letterariamente – verso un paese che adoro, la verde Irlanda. E a portarci a Dublino è Laura, mio insostituibile braccio destro nell’organizzazione di….feste scozzesi, oltre che appassionagta ballerina e, ovviamente, lettrice. Che per la mia gioia ci consiglia “Agnes Browne ragazza“.

seconda settimana

Divertente e commovente libro della saga di Agnes Browne, ambientata a Dublino.
I libri di O’ Carroll hanno il pregio di saper divertire ed emozionare allo stesso tempo.
Ambientata negli anni Cinquanta questa storia racconta gli esordi della difficile vita di Agnes Browne, personaggio ironico e coraggioso della serie, che comprende anche “Agnes Browne mamma” e “I marmocchi di Agnes Browne”.
Sa inoltre mettere in luce la vita di un tempo (può ricordare quella dei nostri genitori) e lo spirito irlandese, nella sua capacità di far fronte a qualsiasi difficoltà facendo squadra con la propria gente.

Dal libro

Agnes era seduta a fumare davanti all’unico tavolo della sala. Era la sua quinta tazza di caffè, e la decima sigaretta. Oltre alle due camere da letto, quella era l’unica altra stanza dell’appartamento. Agnes viveva lì da quando era nata, vent’anni prima. Da allora era passata un sacco di acqua sotto ai ponti di Dublino, e il suo matrimonio, domani, sarebbe stato una mareggiata. Agnes diede un tiro alla sigaretta. Il vestito bianco scintillante penzolava sopra la porta d’ingresso. Guardando il vestito per l’ennesima volta, Agnes si massaggiò la pancia.

“Spero che c’entriamo tutti e due, in quell’ accidenti di vestito” disse al suo embrione.

Non lo aveva ancora provato per vedere se c’entrava. Non ce n’era bisogno. Era il suo abito nuziale. Era lì che la aspettava da vent’anni.

La scheda: Agnes Browne ragazza, Brendan O’ Carrol, Beat Edizioni, 2015 (2003), 240 pagine

seconda settimana

Eccoci allora alla Meb’s Choice di questa settimana. Che ho volutamente pensato come leggera e anche un po’ dissacrante. Se finora vi abbiamo proposto libri appartenenti ai generi più diversi, ma comunque “seri”, per riprendervi da decorazioni natalizie, lucette, albero, presepe, primi regali, pianificazione delle cene di auguri e preparativi vari, ho pensato a un consiglio decisamente poco impegnativo, che può regalarvi più di qualche risata non sempre politically correct, com’è del resto la goliardia.

A patto che, come me, siate nati tra i primi anni Settanta e l’inizio degli Ottanta e abbiate vissuto almeno una parte della vostra infanzia in quest’ultimo decennio. E, soprattutto, che ne siate usciti vivi, per quanto segnati a vita da shock che all’epoca non vi erano parsi tali. Perché, come il comico e presentatore Omar Fantini ci spiega per 263 divertenti pagine, Non si esce vivi dagli anni ’80.

Se, appunto, siete nati in quegli anni e vi state chiedendo il perché di questa affermazione, forse non avete ancora realizzato quanta parte della vostra vita adulta sia stata influenzata – e non sempre per il meglio – da quelli che ingenuamente consideravate innocenti cartoni animati, giocattoli o serie tv.

Qualche esempio? Eccolo….

I quarantenni non s’impegnano e amano stare a non far nulla? Cos’avrebbero mai potuto imparare da Sampei, che passava le giornate a pescare, aveva come “nemico” una carpa e come amica «una canna fatta di magia»? E a proposito di stupefacenti, qualche colpa può averla anche la piccola dolce Pollon, che per rendere felici le persone spargeva una polverina bianca che… «sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria».

Sampei

Sempre a proposito di uomini. Se sono fissati con il calcetto un colpevole ci sarà… anzi, ce ne sono due: Holly e Benji, con i loro campi chilometrici e stadi professionistici già alle medie (ma anche giocare con il Supertele non era uno scherzo). Sbagliano a scegliere le donne? Colpa di Lupin e della sua eterna infatuazione per la scaltra Fujiko. Hanno la mania dell’Ikea? Il minimo, se cresci ammirando le imprese di MacGyver.

E a proposito di supereroi… chi c’è dietro le donne tuttofare di oggi se non Wonderwoman? E di chi è colpa se riescono a far fronte a tutto, ma odiano cucinare? Forse delle delusioni con un certo fornetto…

Dal libro

Se è vero che le donne trentenni (è stato scritto 10 anni fa, ndr) hanno un debole per il successo, è vero il contrario per noi uomini. Da sempre tacciati di essere una generazione di senzapalle che non s’impegna più sul lavoro ma piuttosto adora stare a far nulla… un colpevole? Ce l’ho! Sampei! Un cartone animato sulla pesca?! Come fai a farci un cartone animato per bambini? È come fare un film d’azione sugli shanghai!

Allora c’era Goldrake che aveva i mostri di Vega, Jeeg che aveva i Meganoidi. Il nemico di Sampei chi era? Una carpa! Che armi ha una carpa?! Le branchie rotanti?! E mi sono sempre chiesto come passava il tempo mentre stava giorni interi seduto a cercare di prendere un cavedano nano del Fujiama… poi ho ascoltato la sigla, che nel ritornello ci suggerisce: “Amica tua, una canna fatta di magia…”. Per forza ci ha messo tre anni a prendere una carpa!”.

La scheda: Non si esce vivi dagli anni ’80, Omar Fantini, Mondadori, 2009, 263 pagine

Il fine settimana è alle porte, tornano gli autori…

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